sabato 15 ottobre 2016

LA NUOVA GUERRA FREDDA

Tutti oggi si affannano a dichiarare che siamo tornati in un clima di Guerra Fredda, nonostante ciò fosse evidente già da un po' di tempo. 
Come quella terminata con il disfacimento dell'URSS, questa qui è lo scontro tra due superpotenze che usano il mondo per giocare il loro Risiko e per tutelare i propri interessi. Oggi come allora c'è chi santifica gli USA e demonizza la Russia, un po' tutti i fan del politicamente corretto, e chi fa l'opposto, all'epoca erano i comunisti oggi invece sono semplicemente gli anti-americani e i complottisti. 
Oggi come allora, la verità è nel mezzo. Non ci sono i buoni e i cattivi, ci sono semplicemente due superpotenze che cercano di acquistare un potere economico e politico sempre maggiore, facendo leva sulla propaganda e scontrandosi a distanza con interventi in piccoli confronti locali.
In un certo senso la guerra civile siriana è da tempo diventata come lo scontro in Corea o in Vietnam. Un conflitto interno a due paesi è diventato il pretesto per uno scontro tra USA e Russia. Gli USA prima hanno sostenuto "a distanza" (probabilmente già intervenendo con i servizi segreti, all'insaputa di tutti) i ribelli anti-Assad, poi con la scusa di bombardare l'ISIS hanno avviato i raid aerei e fatto strage di civili come nel loro stile. La Russia non poteva stare a guardare, e questo i politici USA dovevano saperlo per forza, perché Assad è il suo principale cliente per quanto riguarda il mercato delle armi. Così anche Putin è andato a bombardare l'ISIS, ma i suoi obiettivi stranamente sono diversi da quelli americani. Con la scusa dell'ISIS, che io da anni sostengo sia un gruppo farlocco (un gruppo di esaltati il cui potere è stato volutamente aumentato per giustificare interventi americani in Medio Oriente), Putin sta bombardando gli anti-Assad e il premio nobel per la pace invece si sta accanendo contro i pro-Assad. La Siria è in pratica diventata il ring delle due superpotenze, a farne le spese come sempre i poveri civili, che da anni periscono sotto i colpi del governo, della Russia e degli USA. La Turchia poi ha colto la palla al balzo ed ha fornito le sue basi in cambio del permesso di sterminare senza troppo rumore i curdi, che in teoria starebbero combattendo in prima linea contro l'ISIS in Iraq.
Oltre al conflitto militare in paesi terzi, i due contendenti non si stanno risparmiando colpi bassi in materia di politica interna, estera ed economica. Le ingerenze americane nella politica europea sono note a tutti da anni, noi italiani ancora oggi le subiamo, e gli USA avrebbero dovuto aspettarsi che Putin non avrebbe taciuto quando tale ingerenza sarebbe arrivata nei paesi dell'ex URSS come in Ucraina. Anche in questo caso, però, se Obama è il demonio, Putin non è santo. In quanto ad ingerenze nella politica degli stati ex-URSS la Russia non è stata a guardare, muovendosi a colpi di sanzioni sul gas e destabilizzando aree a prevalenza etnica russa come la Crimea (annessa alla Russia con una rivoluzione "indotta" da Putin e nutrita con milizie russe). Della democrazia nelle ex repubbliche sovietiche non interessa quindi a nessuno, semplicemente ognuno cerca di tirarle nella propria sfera di influenza.
Come nella vecchia Guerra Fredda, questo scontro passa tra informazione manipolata e tentativi di destabilizzazione dell'opinione pubblica. Ora i democratici USA accusano gli hacker russi di aver diffuso le e-mail che imbarazzerebbero la Clinton, a loro dire per favorire Trump che ha già dichiarato di voler cessare le ostilità con Putin. Addirittura circola la notizia che gli USA, guidati da un premio nobel per la pace, stiano valutando un attacco hacker contro il governo di Mosca. 

In questo clima di nuova Guerra Fredda, come è messa l'Italia? Considerando la classe politica che ci rappresenta, il futuro non è rassicurante. 
Certo è che il nostro paese ha subito assunto una posizione di assoluta subalternità nei confronti della NATO, senza nemmeno fare un serio tentativo di mediazione. Avremmo per esempio potuto sfruttare il fatto che l'Alto commissario per gli Esteri dell'UE sia italiana, la Mogherini, e usarla per mediare tra le due parti e nel frattempo creare anche una visione comune per tutta l'UE. Purtroppo però l'assoluta inadeguatezza della Mogherini è venuta fuori al momento della crisi in Ucraina, quando l'UE per mediare tra Mosca e Kiev ha preferito affidarsi al duo Merkel-Hollande piuttosto che al suo Alto commissario. Una bocciatura per un personaggio dello spessore politico dubbio.
In un clima già tesissimo, la NATO ha preso la discutibile decisione di portare truppe in Lituania e noi ci siamo accodati senza nemmeno rifletterci un secondo. Prima di compiere una manovra del genere, magari si sarebbero potuti attendere gli sviluppi dei nuovi incontri tra Kerry e Lavrov o magari si sarebbe potuta scomodare la Mogherini per tentare una mediazione. Invece la NATO manda le sue truppe, il provocatore Putin quando viene provocato non si tira mai indietro e riprende a minacciare. La situazione si fa sempre più tesa invece di calmarsi.

Se poco rassicurante è la debolezza politica dell'Italia in questo clima infuocato, ancor più sconcertante è vedere come si muove l'opinione pubblica.
La storia noi italiani la conosciamo poco e si vede. Nella scorsa Guerra Fredda i comunisti difendevano l'URSS, mentre gli altri erano filoamericani. In realtà chi conosce la storia sa che fu lo scontro tra due diversi capitalismi: quello ultra-liberista degli USA, dove comanda solo il capitale, e quello finto comunista dell'URSS, dove la dittatura del proletariato era diventata dittatura sul proletariato. Oggi non è molto diverso, sono due capitalismi a confronto, ognuno alla ricerca del maggior potere.
La comprensione della scorsa Guerra Fredda aiuterebbe a capire questa, ma molti continuano a tifare per l'uno o per l'altro, dichiarando uno santo e l'altro diavolo. I fan dell'Occidente bello e bravo tifano per gli USA, Obama per loro sta solo combattendo contro l'arroganza del guerrafondaio Putin, contro i terroristi dell'ISIS e per l'esportazione della democrazia in tutto il mondo. Gli anti-americani a prescindere, invece, si stanno producendo in un patetico tentativo di santificare Putin. Ecco che per i "Putin boys", tra cui ci sono tanti elettori del M5S e dei partiti di estrema sinistra, di colpo è sparito il ricordo della strage di Beslan e del gas nervino lanciato nella scuola piena di bambini (ne morirono 180), è dissolto il ricordo degli oppositori politici in carcere prima delle elezioni, sono cancellati i Gay Pride finiti nel sangue, non è mai esistito il polonio 210 che uccise Litvinenko in GB, è perso il ricordo della giornalista Anna Politkovskaja e degli abusi sui ceceni. Se Obama ha massacrato i civili in Siria, lo stesso sta facendo anche Putin. I due leader sono assolutamente alla pari, almeno per quanto concerne la politica estera, ma ogni fan vede solo i peccati del leader nemico. Mentre noi tifiamo per l'uno o per l'altro, loro continuano a giocare producendo i risultati che si vedono nella foto in testa all'articolo, ammazzando o costringendo nel continuo terrore gente che coi loro interessi non c'entra niente.

Francesco Abate

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