giovedì 20 ottobre 2016

OBAMA A FAVORE DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE, NESSUNA SORPRESA

Stanno facendo discutere le dichiarazioni di Barak Obama che, a margine dell'incontro con Matteo Renzi, ha apertamente caldeggiato la vittoria del SI al referendum costituzionale. Il parere favorevole degli USA sulla riforma costituzionale era già noto, qualche mese fa già l'ambasciatore USA a Roma aveva manifestato il proprio favore alla riforma.
Come prevedibile, le dichiarazioni di Obama sono state accolte con grande favore dai sostenitori del SI al referendum, mentre dal fronte opposto le critiche piovono a dirotto. A criticare l'ingerenza USA oggi c'è anche chi, all'epoca di Bush e Berlusconi, decise di appoggiare l'immotivato, criminale e disastroso intervento in Iraq.

Nonostante le dichiarazioni di Obama non piacciano a tutti, non dovrebbe sorprenderci l'intervento così deciso degli USA a favore del referendum.
Per quanto riguarda i discorsi sulla sovranità nazionale, per intenderci il famoso "gli USA devono farsi i fatti propri", non ha senso farli. Sono secoli ormai che gli USA seguono una politica estera invadente ed aggressiva, che attraverso lo spionaggio e le alleanze con gruppi eversivi alterano i processi democratici di altri stati, che abbattono militarmente regimi a loro non graditi. Visti i precedenti, chiunque conosca la storia non può che ringraziare Dio che in questo caso l'intervento USA si sia limitato solo a dichiarazioni pubbliche. 
Se non mi sorprende che gli USA siano intervenuti nel dibattito referendario italiano, ancor meno mi sorprende che abbiano sposato la causa della riforma. A mio parere, agli USA della riforma costituzionale in sé non interessa niente, quello a cui tengono davvero è la stabilità del governo Renzi. Gli USA sono sempre molto attenti alle dinamiche interne agli altri stati, sanno benissimo che le ultime decisioni in sede di politica estera hanno portato ad una crescita enorme dell'anti-americanismo nel nostro paese. Fino a qui avrebbero avuto poco da preoccuparsi, il problema vero dal loro punto di vista è che alcuni gruppi politici populisti (Lega Nord e M5S, per citarne un paio) stanno intercettando questo sentimento anti-americano per aumentare i consensi. In molti casi questo sentimento anti-americano si sta traducendo in un apprezzamento della politica estera russa, oggi molti vedono in Putin l'eroe che combatte contro il mostro americano. La paura dei politici americani è quindi che, cadendo Renzi, possa salire al potere un partito politico che manifesta da mesi simpatie per Putin. Sostengono quindi il SI perché vogliono evitare che ci sia una crisi di governo adesso. In un clima di guerra fredda, la cosa peggiore che possa succedere agli USA è veder passare dalla parte russa un alleato strategico.
Gli USA si schierano a favore della riforma costituzionale, ma ciò che gli interessa davvero è che il governo Renzi, che si mantiene filo-americano pur non avendo una vera politica estera, regga e freni l'avanzata dei gruppi populisti pro-Putin. Della Costituzione italiana ad Obama non frega niente, inoltre in una nazione dove vige il presidenzialismo la riforma costituzionale del governo Renzi può anche piacere. Certo che da parte degli USA un filo di ipocrisia c'è, infatti il loro sistema prevede le elezioni di medio termine, in pratica è un sistema che dà maggiori poteri al presidente, ma fa votare per il Parlamento in un momento diverso, così spesso il partito del presidente non ha la maggioranza parlamentare. Loro hanno un sistema studiato per limitare il potere del presidente, così da non renderlo un capo assoluto.

Francesco Abate

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