mercoledì 11 gennaio 2017

FIGURACCE A 5 STELLE


Molti elettori grillini, che normalmente sono poco abituati e poco aperti alle critiche, mi rimproverano di tenere il Movimento 5 Stelle sempre sotto la lente di ingrandimento. Leggendo i miei post ed anche i miei commenti sui social network si capisce che non è così. Sono però io a dover fare una critica al Movimento 5 Stelle ed ai suoi elettori, infatti pur non volendo parlare male di loro sembra che facciano di tutto per farsi disprezzare.

In questi giorni abbiamo assistito alla tempesta che si è scatenata intorno al tentativo fallito del M5S di lasciare nel Parlamento Europeo il gruppo di Farage per confluire nell'ALDE di Verhofstadt. Al di là della retorica, il post con cui Grillo ha chiamato i lettori del blog alla consultazione online è stato chiaro: con la Brexit e i parlamentari inglesi impegnati a curare esclusivamente gli affari del Regno Unito, il gruppo EFDD aveva perso peso politico e il movimento rischiava di non contare più nulla. 
Per la prima volta Grillo, o più probabilmente Casaleggio, ha mostrato un pizzico di lungimiranza ed ha fatto una scelta politica, ha proposto un compromesso al fine di mantenere importanza e portare avanti le battaglie del Movimento. Eppure anche questa volta, forse la prima in cui ha ragionato mettendo da parte slogan e pregiudizi, il M5S ha mostrato la totale incapacità dei suoi vertici. Pur di non perdere il peso politico, i vertici grillini hanno scelto un'alleanza improbabile con l'ALDE di Verhofstadt, un gruppo fortemente pro-euro, a favore del TTIP e di posizioni anti-russe (Verhofstadt è personalità non gradita in Russia). In pratica il Movimento 5 Stelle ha deciso di fare la parte della verginella che sceglie di farsi deflorare da un toro, è passato dagli zero compromessi al vendere l'anima al diavolo.
Come era prevedibile la consultazione online ha dato pienamente ragione a Grillo, ma occorre ricordare che parliamo di una consultazione fatta su una piattaforma online e che può essere manipolata in milioni di modi dal gestore della stessa, anche perché non c'è un organismo che controlli formalmente la regolarità del voto visto che non si tratta di una votazione ufficiale. Nell'ALDE però le cose funzionano diversamente, la scelta di Verhofstadt non è stata apprezzata ed il gruppo ha espresso parere contrario all'ingresso del M5S (con il quale sarebbe diventato il terzo gruppo nell'Europarlamento).
Incassato il rifiuto dell'ALDE, Grillo subito ha incolpato un fantomatico establishment, essendo poco avvezzo evidentemente ai dissensi all'interno di un gruppo politico. Rischiando di rimanere fuori dai gruppi europarlamentari, il Movimento 5 Stelle è dovuto tornare da Farage per rimanere nell'EFDD, perdendo però la co-presidenza del gruppo, fino a ieri affidata a David Borrelli. 
Per cancellare rapidamente la figuraccia ora stanno proponendo di nuovo il referendum per l'uscita dall'euro (inutile a causa della nostra Costituzione), una proposta che avanzano da tempo, ma che evidentemente avevano dimenticato nel momento in cui si sono accordati con l'ALDE.

Gli ultimi tre giorni del Movimento 5 Stelle hanno confermato ciò che molti ormai avevano già capito: è un partito come gli altri, se non con delle criticità peggiori. 
In politica estera l'Italia colleziona figuracce da anni, questo perché vengono mandati nei luoghi chiave della politica estera personaggi poco lungimiranti e spesso poco intelligenti. Nel caso del Movimento la colpa non è di chi è stato mandato al Parlamento Europeo, è stato fatto tutto dai soliti Grillo e Casaleggio, ma si è vista comunque tutta l'improvvisazione italiana. I gestori del Movimento hanno avuto una giusta intuizione, ma le loro scelte precedenti (che gli sono valse il rifiuto dei Verdi) ne hanno ridotto fortemente la capacità di movimento. Ad un bivio poi, hanno compiuto una scelta che li ha danneggiati. Alla luce dei fatti e di queste considerazioni, io ribadisco la mia perplessità di fronte all'ipotesi di affidargli la guida di un paese.
Un altro problema che va sempre sottolineato quando si parla del M5S è l'assoluta oscurità della catena di comando. Tutte le scelte vengono calate dall'alto e ratificate con una votazione farlocca (o comunque dalla validità non verificabile), il capo ha poteri decisionali e una gestione del dissenso che ricordano il peggior Mussolini. 

Francesco Abate


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