mercoledì 25 gennaio 2017

TRUMP ATTACCA IL PRIMO NEMICO DEGLI USA: L'AMBIENTE


Storicamente gli USA non hanno mai avuto un buon rapporto con la tutela dell'ambiente e i gruppi ambientalisti, basti pensare che ancora oggi non aderiscono al Protocollo di Kyoto.
In una nazione del genere i cittadini hanno pensato bene di scegliere come presidente un uomo che nel 2012 dichiarò su Twitter che il riscaldamento globale è un'invenzione dei cinesi per bloccare la produzione industriale americana. Qualcuno potrebbe pensare che Trump dal 2012 ad oggi possa aver cambiato idea, ma i suoi primi atti da presidente rivelano invece come la tutela dell'ambiente sia per lui solo una seccatura. Proprio oggi, dopo aver smantellato nei giorni scorsi l'Obamacare (il primo abbozzo di sanità pubblica negli USA, uno dei pochi atti di civiltà statunitensi degli ultimi anni), ha dato il via libera alla costruzione degli oleodotti Dakota Access e Keysonte XL, entrambi bloccati dall'amministrazione Obama in nome della tutela ambientale. Il primo oleodotto percorre le terre sacre dei Sioux, una delle tribù pellerossa che già tanti torti hanno subito dagli USA, il secondo invece trasporterà petrolio dal Canada al Texas ed alla Louisiana. Non pago di ciò, il presidente non ha perso tempo ed ha incontrato i CEO di Fiat-Chrysler (Marchionne), Ford e General Motors, proponendo loro un patto: lui taglierà regolamentazioni e tasse create per la salvaguardia dell'ambiente, in cambio loro apriranno nuovi stabilimenti in territorio statunitense.
L'indirizzo di Donald Trump è già fin troppo chiaro: la priorità va alla produzione industriale, alla ricchezza ed ai posti di lavoro, il tutto a discapito dell'ambiente. Ora nessuno vuole mettere in discussione quanto sia importante che si creino posti di lavoro, ma continuando di questo passo tra qualche decennio non ci sarà più un pianeta dove spendere i soldi guadagnati. Trump però ha la sua verità, è tutta colpa dei cinesi e il riscaldamento globale è una bufala, quindi dobbiamo stare tranquilli e gli americani devono godersi i nuovi posti di lavoro.
Una menzione speciale la meritano poi Beppe Grillo e il suo movimento, da sempre schierati in prima linea per la tutela dell'ambiente, che ancora stanno esultando per la vittoria di Trump (che non so secondo quale logica, dovrebbe essere un uomo contro le lobbies, lui che rappresenta le lobbies stesse) nonostante le sue idee da sempre vadano contro l'ambientalismo e le sue politiche hanno già imboccato questa strada.

Francesco Abate

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