sabato 25 febbraio 2017

LO STATO DELLA SINISTRA IN ITALIA

In questi anni di lavoro precario e azzeramento dei diritti dei lavoratori, viene spontaneo pensare che nel mondo sia necessaria più che mai una forza di sinistra. Tutte le conquiste che la classe operaia ha ottenuto negli anni '60 e '70 a suon di scioperi e lotte sindacali si stanno smaterializzando, lasciando il lavoratore sempre più solo e in balìa di chi detiene la ricchezza. 
Oggi le condizioni dei lavoratori, e più in generale quelle della classe media (chiamata così per illuderla, non è nient'altro che il proletariato di una volta, ma si sente più chic) peggiorano sempre di più. Anche i diritti più elementari vengono costantemente messi in discussione, i governi tutelano sempre più chi produce e il lavoratore è sempre più gestito come un fattore produttivo e sempre meno visto come essere umano. In questa situazione drammatica, come ho già detto prima, è forte il bisogno di una forza di sinistra che lotti contro la deriva ultra-liberista presa dall'Italia. In questo contesto è perciò legittimo chiedersi in che stato è la sinistra nel nostro paese.

Storicamente la sinistra italiana è stata composta da quell'insieme di partiti e movimenti schierati a difesa delle esigenze e delle rimostranze dei lavoratori e delle classi povere. I movimenti di sinistra per decenni hanno rappresentato in Parlamento e nelle piazze i lavoratori, gli immigrati, i poveri, e in generale tutte le minoranze.
Oggi è tutto cambiato in peggio. La sinistra nel corso degli anni ha subito molte trasformazioni, alcune motivate dal passare degli anni, altre dai cambiamenti culturali, altre ancora dalle lotte di potere. Tutte queste trasformazioni hanno finito per snaturarla, per far dimenticare ai suoi esponenti cosa dovrebbero rappresentare, e di fanno hanno cancellato la sinistra dal Parlamento italiano, lasciando un enorme pezzo di popolo italiano senza rappresentanza nelle istituzioni.
La sinistra di oggi nel nostro paese è formata dal PD e da una galassia di micro partiti troppo occupati a litigare tra loro per i deliri di potere dei loro leader, dimentichi della loro missione politica ed ormai incapaci di parlare alla gente.

Il Partito Democratico è fondamentalmente l'incarnazione del sogno di Aldo Moro, cioè una forza politica che raccoglie centro e sinistra moderata. Fallito il compromesso storico, il centrosinistra nacque come alleanza tra la DC e il PSI. Oggi entrambi questi partiti non esistono più, ma il PD non è altro che un grande contenitore di ex-democristiani ed ex-socialisti. Ecco perché è un partito di centrosinistra e non di sinistra. Alla luce delle politiche degli ultimi anni di governo, però, è giusto dire che il PD è molto più democristiano che socialista. Negli ultimi anni abbiamo infatti visto un partito interessato principalmente alla sistemazione degli indicatori economici, molto attento quindi alle esigenze della grande industria e delle banche. Nella scala delle priorità del PD i lavoratori sono finiti molto indietro, le ultime riforme fatte in materia di lavoro sono degne della destra più estrema, si tratta infatti del sacrificio dei diritti del lavoratore in nome della produttività. Il PD, come una qualsiasi forza di centro o di destra, ha assecondato il bisogno degli imprenditori e trascurato del tutto quello dei lavoratori. Il partito di Renzi e De Luca quindi, che si propone come la più grande e credibile forza di sinistra italiana, non è nient'altro che una DC moderna. 
Tolto il PD, il popolo di sinistra dovrebbe rivolgersi ad un altro attore della grande galassia di partiti. Il problema è che si tratta di soggetti poco credibili, nati dalla voglia di emergere di qualche esponente secondario del PD o di qualche altro partito, senza una storia e senza una vera base ideologica. Sono piccole forze politiche impegnate in lotte di potere e assolutamente disinteressate a questioni come il lavoro o i diritti della gente.

Lo stato della sinistra in Italia è pietoso. Nonostante ciò, c'è un gran pezzo di popolo ideologicamente di sinistra attualmente sparpagliato tra l'astensionismo e i partiti sedicenti di sinistra. Questo pezzo di popolo, per non restare abbandonato a sé stesso, ha bisogno che in Italia vi sia un'azione politica finalmente a favore dell'individuo e non della ricchezza. C'è bisogno di un nuovo soggetto politico di sinistra, che abbia una forte base ideologica e affondi le radici nelle grandi lotte nel '900, che non sia però staccato dalla realtà odierna e sappia comunicare alla gente, sia in grado quindi di esprimere in modo semplice e diretto i propri contenuti senza però cadere nello slogan e nel turpiloquio. Il nostro paese ha bisogno che rinasca l'orgoglio di essere socialisti o comunisti, che questi due termini recuperino il significato e il peso storico che per tanti anni hanno avuto. Solo tornando a seguire esempi come quelli di Pertini e Berlinguer potremo contrastare efficacemente la deriva populista del nostro paese, che è una diretta conseguenza dello stato di abbandono politico in cui è stato lasciato il cittadino "debole".

Francesco Abate

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