giovedì 9 febbraio 2017

QUELLA NOSTALGICA VOGLIA DI SCHIAVITU'


I continui bombardamenti e le condizioni di povertà di tanti paesi continuano a generare un enorme flusso di migranti verso i paesi più ricchi, interessando così tutta l'Europa e l'America.
Mentre negli USA Trump ha preso il toro per le corna con un provvedimento che ha entusiasmato le destre di tutto il mondo, ma che è inumano e privo di senso, l'UE ha scelto la via diplomatica ed ha lasciato tutta la battaglia sulla redistribuzione dei migranti nelle mani dei paesi di primo approdo. La maggior parte dei migranti che approdano in Italia o in Grecia sono diretti in Germania, in Austria o nel nord Europa, ma loro non li vogliono e li lasciano ai paesi di approdo che, intanto, politicamente non riescono a farsi valere e nemmeno riescono ad organizzarsi per gestire il flusso. L'UE in questo caso dovrebbe fare da arbitro, come sempre fa nelle questioni economiche, ma in questo caso ha invece scelto di starsene fuori dicendo chiaramente che sono i vari Stati a doversi accordare sulla redistribuzione.
L'Italia il problema lo sta affrontando a modo suo, cercando cioè di farlo diventare una risorsa in più per chi vive di corruzione. I migranti nel nostro paese vengono detenuti in centri sovraffollati per anni, intrappolati nel limbo dell'incertezza, intanto qualcuno si dà da fare e in cambio di soldi o favori vende loro i permessi di soggiorno. Hanno fatto migliaia di chilometri in condizioni proibitive, rischiato la vita, per essere truffati in Italia. Il Made in Italy tira tantissimo, non c'è niente da fare.
L'Italian style però non è solo la corruzione, noi da sempre siamo un paese molto creativo. Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha proposto una soluzione per tamponare il problema dei migranti: impiegarli in lavori utili non retribuiti. Sia chiaro, non è tutta farina del suo sacco. La storia dei lavori utili fatti gratis dai migranti viene fuori ogni tanto già da un po' di tempo, quando però a parlarne è un ministro bisogna preoccuparsi. Il ragionamento di Minniti è semplice. infatti nel continente americano dal Seicento all'Ottocento furono prelevate con la forza persone dall'Africa e importate per poi essere ridotte in schiavitù, adesso abbiamo il vantaggio che sono loro a venire qui, sarebbe un crimine non approfittarne. La proposta del ministro è folle e inumana. Prima di tutto non si possono obbligare i migranti a prestare del lavoro senza retribuzione, perché significherebbe ridurli in schiavitù (gli diamo da mangiare, ma anche gli schiavi americani non venivano lasciati morire di fame). Quello che poi Minniti non ha considerato al momento in cui ha partorito la sua folle idea è che, destinando ai lavori utili i migranti, si perderanno posti di lavoro e si manterrà alta la disoccupazione.
Come sempre, analizzando la proposta del ministro, finisco per chiedermi se essa cela ingenuità o malafede (due peccati capitali per un politico). Se Minniti fosse stato semplicemente ingenuo, allora dovremmo credere che ha semplicemente formulato qualcosa che potesse funzionare come slogan elettorale. Se il ministro invece ha valutato bene tutte le possibili conseguenze della sua proposta, allora è in malafede, e non sarebbe così incredibile. Pensateci bene. Per tanti lavori "utili" (che sono quelle prestazioni per cui paghiamo le tasse ed a cui dovrebbero provvedere gli enti pubblici) lo Stato e i Comuni non dovranno più assumere personale retribuito, basterà prendere i migranti e metterli a lavorare gratis. Così facendo sparirà la seccatura dei sindacati, quella dei diritti dei lavoratori e quella della giusta retribuzione. Fingendo di risolvere il problema dei migranti, lo Stato finirebbe per fare ciò che le aziende private stanno realizzando da anni: trovare una scorciatoia per evitare di riconoscere dei diritti a chi compie un lavoro. Lo Stato diventerebbe come il caporale che sfrutta il lavoratore in nero e, se questo avanza delle pretese, lo ammazza.
La proposta di Minniti, oltre ad essere lesiva dei diritti di persone che hanno la sola colpa di essere arrivate qui da un altro paese, è anche lo specchio fedele della visione del lavoro che c'è oggi. Tutti i diritti che i lavoratori si sono conquistati con le lotte del Novecento oggi li abbiamo persi. Il datore di lavoro è tornato ad essere padrone, può licenziare senza giusta causa, può non riconoscere il diritto alla maternità, può imporre orari assurdi e far lavorare in luoghi inadeguati, può giocare con la retribuzione a proprio piacimento. In questi giorni stiamo avendo l'esempio lampante dal mondo dei call center: è stata approvata la nuova retribuzione, più alta della precedente, ed i call center stanno aggirando il problema creando un nuovo conteggio delle ore lavorate, stabilendo unilateralmente che parte del tempo trascorso dall'operatore davanti al computer aziendale non fa parte dell'orario lavorativo. In un clima lavorativo del genere, dove i padroni giocano con le vite dei dipendenti e questi ultimi lo accettano, appoggiando in alcuni casi norme che li danneggiano (se oggi esiste la legge Biagi lo dobbiamo anche agli elettori che votarono il centrodestra e difesero la norma a spada tratta), la proposta del ministro Minniti non si può considerare così incredibile.

Francesco Abate

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