martedì 7 marzo 2017

FORMIAMO LA PROSSIMA GENERAZIONE DI SCHIAVI


Quando un ragazzo sceglie l'istituto superiore da frequentare, lo fa seguendo un sogno. Giusto per fare degli esempi: chi sogna di fare l'astronauta, sceglie il liceo scientifico; chi vorrebbe diventare uno studioso di lettere classiche, il liceo classico; chi un commercialista, il ragioneria. Lo stesso vale per gli istituti tecnici. Purtroppo però non sempre le cose vanno come il ragazzo sognava all'inizio del suo percorso di studi, alcuni si perdono per strada ed altri ottengono il titolo di studio, finendo poi per fare lavori completamente diversi da quello dei sogni, lavori spesso molto meno graditi.
In Italia abbiamo fortunatamente politici premurosi, consapevoli della devastante delusione che abita l'anima di chi ha passato la giovinezza istruendosi per fare qualcosa ed è finito a fare altro. Inutile negare che il laureato ridotto a friggere patatine in un fast-food o a vendere prodotti di telefonia in un call center sia deluso. Più è marcata la differenza tra le aspirazioni e la realtà, più è forte la sofferenza del lavoratore. Per risolvere questo problema, o almeno tamponarlo, il precedente governo ha inventato l'alternanza scuola-lavoro. In pratica gli studenti di terzo, quarto e quinto superiore sono obbligati a delle ore di lavoro. L'idea era quella di preparare gli studenti al mondo del lavoro. Le esperienze lavorative si sono rivelate per molti dei ragazzi coinvolti molto più formative di quanto il governo stesso si aspettasse, infatti i futuri lavoratori hanno toccato con mano lo sfruttamento e la negazione dei diritti, nonché lo spreco del proprio tempo in lavori inutili e degradanti. Molte sono state le denunce, tanti studenti si sono ritrovati a fare lavori per niente funzionali al loro piano di studi (chi ha fatto volantinaggio, chi ha pulito tavoli e cessi) e sono stati trattati da schiavi.
Il ministero dell'Istruzione subito ha preso atto delle denunce e scaricato le responsabilità sulle scuole, intanto però i ragazzi una lezione l'hanno avuta. Si tratta di ragazzi che studiano con obiettivi più o meno ambiziosi, ma di colpo sono stati scaraventati nella realtà del lavoro italiano, fatta di violazione dei diritti e sfruttamento. Questa esperienza tornerà davvero utile agli studenti di oggi, infatti il futuro laureato in ingegneria sa come funziona il mondo del lavoro in questo paese e non sarà sorpreso quando gli imporranno turni massacranti in un call center o in una friggitoria. Involontariamente, il Governo ha mostrato ai giovani quello che sarà il loro futuro in Italia: un lavoro degradante assolutamente diverso da ciò per cui hanno studiato.

Francesco Abate

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