giovedì 9 marzo 2017

VIVA L'ULTRALIBERISMO

I fan dell'ultra-liberismo, cioè quelli che sostengono la totale libertà dei mercati anche a discapito dei diritti più elementari del consumatore (quelli pro-OGM e anti-ambientalisti, giusto per citare qualche esempio), possono festeggiare un'altra vittoria.
Il mese scorso TIM ha deciso di cambiare la periodicità del costo fisso da ogni mese ad ogni quattro settimane anche sui piani tariffari di linea fissa, replicando così quanto già fatto per i cellulari e dichiarando di fatto guerra all'Agcom, che già aveva provveduto a sanzionare TIM, Wind e Vodafone per questa iniziativa sulle tariffe di telefonia mobile. TIM in pratica ha deciso di infischiarsene delle regole, sfidando chi in Italia è incaricato di farle rispettare.
Fin qui tutto ok, il consumatore può tutelarsi passando ad un'altra compagnia. Qualche giorno fa però anche Fastweb, uno dei principali concorrenti di TIM, è passata al lato oscuro e già da questo mese i nuovi clienti sottoscriveranno tariffe con costo fisso conteggiato ogni quattro settimane, non ogni mese.
Avendolo già fatto TIM e Fastweb, e considerato come è andata per il mercato della telefonia mobile, è facile immaginare che ben presto anche gli altri operatori di telefonia fissa seguiranno l'esempio della TIM, sfidando così a loro volta l'Agcom. Di fatto l'evoluzione della vicenda rende legittimo il timore che si tratti di un vero e proprio accordo di "cartello", con le compagnie telefoniche unite per frodare il consumatore.
Dire che è una frode non è un'esagerazione. Con questa nuova tariffazione il cliente non pagherà il costo fisso ogni mese solare, ma ogni quattro settimane, cioè per l'utente della telefonia ogni mese sarà febbraio. Con questo nuovo sistema la compagnia telefonica ruberà 3 giorni ogni mese di 31 e 2 ogni mese di 30, non dimenticando poi il giorno di febbraio quando l'anno sarà bisestile. Ogni anno la compagnia telefonica tarifferà al cliente 29 giorni in più, in pratica gli ruberà un mese all'anno. Parliamo quindi di un rincaro mascherato per il cliente che oscilla tra i 15 e i 50 euro annui, a seconda del costo del suo piano tariffario. In alcuni casi quindi il cliente ogni mese pagherà circa 4 euro in più, solo che il rincaro gli sarà nascosto perché lo pagherà in un'unica soluzione e sotto forma di bolletta anticipata. Io la chiamo truffa, ma nel libero mercato si chiama marketing.

Francesco Abate

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