martedì 11 aprile 2017

IL PERICOLO DELL'ELIMINAZIONE DEL SINDACATO

Beppe Grillo ha scritto sul suo blog che "la presenza e l'incidenza del lavoratore nella governance della propria impresa, per il Movimento 5 stelle, va disintermediata". In pratica il leader del movimento ritiene giusto la cancellazione dei sindacati, i dipendenti di un'impresa dovranno rappresentarsi da soli nelle varie contrattazioni.
Questa proposta, che introduce la discussione del Programma Lavoro sul blog, non suona affatto nuova. Già Berlusconi anni fa premette affinché i sindacati venissero di fatto eliminati, poi non vi riuscì, ma il suo allievo Renzi è riuscito anni dopo a ridimensionarne di molto il potere. Sono anni perciò che i sindacati, gli organi che tutelano il lavoratore, vengono presi di mira.
Ai proprietari d'azienda ed ai governi i sindacati non sono mai piaciuti tanto, ormai da anni anche governi sedicenti di sinistra (ultimo il governo Renzi) li hanno attaccati senza pietà e ne hanno ridimensionato le potenzialità. Questo perché da anni ormai è chiara l'impostazione politica che ha preso il nostro paese (e non solo il nostro): sacrificare i diritti dei lavoratori al fine di convincere le aziende ad investire qui. Nonostante questa linea non stia portando all'aumento dell'occupazione, i governi non cambiano rotta e almeno incassano l'appoggio di Confindustria. 
Se la proposta di Grillo non sorprende, fa però male perché a pronunciarla è l'esponente di un gruppo che si presenta come alternativa agli altri, ma che dimostra di avere sul lavoro idee paragonabili a quelle di Berlusconi. 

I sindacati ormai vengono attaccati da tutte le parti e non riescono a difendersi, questo principalmente per colpa loro. Se negli anni '70 un esecutivo di governo avesse pronunciato un discorso simile a quello di Grillo, oggi avremmo le piazze piene di lavoratori in protesta. Oggi invece l'idea di Grillo a molti non dispiace. I sindacati hanno infatti perso credibilità, in pochi credono ormai in loro. Da organismi di difesa del lavoratore sono sempre più diventati movimenti politici, usati per far carriera nei partiti (vedi Epifani e Cofferati, tanto per citarne qualcuno) e spesso assenti in momenti decisivi. Col passare degli anni questi comportamenti hanno causato un distacco tra loro ed i lavoratori traditi, distacco che oggi rischia di portare alla loro estinzione.
Nonostante le gravi colpe del sindacato, però, Grillo commette un errore clamoroso. Se un organo non funziona, prima di asportarlo, bisogna provare a curarlo. Chiunque conosca un po' di storia sa quanto siano serviti i sindacati ai lavoratori. I diritti che oggi abbiamo noi lavoratori, che pian piano ci stanno cancellando, li dobbiamo anche e soprattutto ai sindacati. Chi non conosce la storia, può comprendere l'importanza del sindacato informandosi sulle lotte che questi portano avanti in paesi come la Colombia, dove i sindacalisti vengono torturati e uccisi, ma combattono comunque le battaglie dei loro compagni lavoratori. Chiedete ad un lavoratore colombiano della Coca Cola cosa pensa del sindacato e se sia disposto a liberarsene. Il sindacato non è poi un'istituzione inutile nemmeno nell'Italia di oggi. In mezzo a tanta corruzione ed a tante manovre poco pulite, è merito suo se i lavoratori dei call center negli ultimi anni hanno conosciuto un aumento del fisso orario, e solo il sindacato sta lottando contro le manovre delle aziende che cercano di aggirare l'accordo con stratagemmi vari. Le lotte per i diritti dei lavoratori non finiscono mai ed oggi devono essere addirittura più dure, perché stiamo assistendo ad una grave precarizzazione del lavoro. In un clima del genere, provare a vendere la disintermediazione della presenza del lavoratore in azienda è da stolti o da farabutti. Come si può pretendere che un lavoratore precario, con un contratto ad un mese o anche più breve, affronti il proprio datore di lavoro per chiedere un adeguamento del compenso? Già nelle epoche passate, con forme contrattuali più stabili, eliminare il sindacato avrebbe indebolito i lavoratori perché ne avrebbe disintegrato l'azione, oggi significherebbe di fatto lasciarli in balia dei datori di lavoro.

La proposta della cancellazione dei sindacati non è nuova, in termini diversi era stata già fatta in passato e fu per un breve periodo uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi. 
Berlusconi ragionava, o almeno fingeva di farlo, da imprenditore. Aveva deciso di procedere nella direzione della precarizzazione del lavoro e per lui i sindacati, specialmente la CGIL, erano avversari arcigni. Il leader di centrodestra allora pensò di proporre il superamento dei sindacati e la partecipazione diretta dei lavoratori in azienda, gettando sui rappresentati dei lavoratori tutte le colpe della crescita zero del paese. Gli elettori berlusconiani appoggiarono tale idea, che però il centrodestra non riuscì a realizzare.
Grillo a distanza di anni fa la stessa proposta, probabilmente però con fini diversi. Il Movimento 5 Stelle ha un cattivo rapporto con coloro che si oppongono alle sue politiche, ad oggi le battaglie più dure che combatte sono per il mantenimento del consenso interno. Se un candidato appare troppo indipendente, si trova un pretesto e lo si elimina. Sono super trasparenti finché i risultati piacciono a chi comanda, quando poi le cose vanno per un verso diverso, ci pensa il guru a rimetterle sul binario giusto. Un movimento politico del genere, che sicuramente, qualora dovesse vincere le elezioni, non avrebbe comunque i numeri per portare avanti un'azione di governo decisa (e qualche dubbio sorge anche sulle capacità), non può pensare di convivere con movimenti indipendenti dalla propria volontà. Ecco quindi la vecchia tattica, attaccare i sindacati facendo leva sulla loro corruzione. Questo comportamento deve poi far riflettere, perché lo faranno coi sindacati, poi potrebbero farlo con altri partiti, con la stampa ed altre realtà. Un movimento così chiuso al dissenso farà di tutto per liberarsi degli oppositori, usando come leva la corruzione o la delusione. Potrebbero usare la corruzione come arma per riformare a loro comodo partiti politici e magistratura; potrebbero usare l'inutilità per liberarsi del sindacato o crearne uno soggetto al loro controllo. Credo sia inutile ricordare che in Italia c'è stato già un partito che ha compiuto tutto ciò.

Francesco Abate

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