mercoledì 5 aprile 2017

LA MORTE DELL'UMANITA'

Avrei potuto scegliere immagini più crude, primi piani dei bambini siriani asfissiati dal gas nervino, ma ho preferito evitare. La sostanza però non cambia, 58 persone sono morte ieri in Siria, 11 erano bambini. Dai racconti dei medici sembrerebbe ci siano state vittime di asfissia da gas nervino.
La cosa più agghiacciante non è il numero dei morti, che ormai in Siria non si contano. A provocare una fitta al petto a chiunque sia ancora degno di chiamarsi "essere umano" è la crudeltà dello pseudo-conflitto che si sta combattendo nella zona. Alcuni capi di Stato stanno giocando il loro risiko sulla pelle di povera gente, uccidendo con bombe e gas, bombardando ospedali e palazzi. Il terrorismo è per loro una manna dal cielo, infatti si può evitare l'etichetta di criminale di guerra semplicemente dicendo che in mezzo a quelle persone forse c'erano dei terroristi. Io non posso giurare che in mezzo ai 58 morti del raid di ieri non ci fossero terroristi, ma nemmeno chi ha deciso di ucciderli può giurare che ci fossero. Nel dubbio li hanno ammazzati, perché quelle 58 esistenze valevano meno di un dubbio. Anche poi se ci fossero stati dei terroristi nella zona, in me nasce sempre la stessa domanda quando leggo queste notizie: si può combattere il terrorismo facendo terrorismo? Si può fermare il massacro di civili inermi dedicandosi al massacro di civili inermi? I nostri bambini, i nostri ragazzi e le nostre persone, valgono davvero più dei bambini, dei ragazzi e delle persone siriane?
La cosa che rende ancor più dolorosa una notizia tanto atroce è la reazione dell'opinione pubblica. Leggendo le varie discussioni, i vari forum, si può notare come sia tutta una battaglia tra sostenitori della Russia e sostenitori degli USA. Pochi sono quelli che effettivamente si interrogano su un fatto tanto grave e che piangono le vittime, la maggior parte delle persone pensa ad inventare opinioni più o meno originali per giustificare il proprio idolo politico e condannare quello altrui. Agli italiani non importa che 58 persone siano morte e che abbiano asfissiato civili e bambini col gas, quel che conta è difendere l'onorabilità di Putin, di Trump, di Erdogan o di Assad. La strage diventa come una partita di calcio, è teatro di tifo e non di amara riflessione. Chiunque sia stato il responsabile, credo che l'analisi più giusta sia quella dell'Unicef: "Oggi l'umanità è morta".

Francesco Abate

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