domenica 21 maggio 2017

RAZZISMO 2.0

Battipaglia e Cinisello Balsamo, sud e nord. Due città molto distanti, in un certo senso quasi i due estremi del nostro paese, nello stesso giorno sono riuscite a darci una nuova dimostrazione di quanto il razzismo sia radicato nella nostra penisola. I due episodi sono ovviamente molto diversi, ma vanno citati insieme perché entrambi ci consegnano un'immagine poco edificante dell'Italia.
A Battipaglia un profugo di nazionalità nigeriana è stato fermato mentre chiedeva l'elemosina davanti ad un supermercato. Trovato sprovvisto di documenti, dovrà lasciare la città per non perdere il proprio status di rifugiato. La notizia, circolata stamane su internet, ha raccolto numerosi commenti, quasi tutti contro il mendicante. A Cinisello Balsamo il sindaco Siria Trezzi ha osato scrivere un post sull'accoglienza. Due fatti normalissimi, apparentemente banali, ma entrambi nei commenti che hanno ricevuto celano il peggio che c'è in Italia. 
Sul post riguardante il richiedente asilo fermato davanti al supermercato subito sono partiti i primi commenti ma, a parte alcuni orrori ortografici, si è rimasti nella norma. Non appena però qualcuno ha osato controbattere coloro che inneggiavano alla cacciata dei mendicanti, è emerso il lato poco tollerante dei lettori del post. Non si sono fatti attendere i "torna a casa tua" e simili destinati ad una utente italiana di origine marocchina che aveva osato rispondere ai commenti contro il rifugiato. Non si è mai diventati volgari, ma invece di controbattere alle ragioni di chi difendeva l'arrestato con degli argomenti, si è preferito offendere colei che lo difendeva invitandola in malo modo ad andare a lavorare e a tornare nel suo paese.
Molto peggio è andata al sindaco di Cinisello Balsamo. Per il suo post sull'accoglienza, una libera opinione espressa riguardo un tema importante, la povera Siria Trezzi è stata pesantemente offesa e le è stato augurato di essere stuprata "dai negri". 

Gli episodi citati sopra non sono nuovi ed il primo, quello di Battipaglia, può anche non sembrare grave, lo si potrebbe archiviare come un esempio di maleducazione. Non è però la gravità degli episodi a colpire, più di tutto fa riflettere la frequenza con cui oggi accadono certe cose e l'indifferenza con cui ormai sono accolte. Sull'accoglienza, come su tutti i temi, ci sono opinioni diverse. La democrazia fiorisce laddove c'è confronto tra le diverse posizioni. C'è però una scuola di pensiero, stranamente la più estremista e intransigente, che all'opinione diversa risponde con l'ingiuria e la minaccia. Non è solo una questione di maleducazione, è un serio problema culturale. In Italia è ormai impossibile aprire un dibattito su un argomento qualsiasi senza che si scateni una rissa (verbale o fisica).

A Battipaglia ed a Cinisello Balsamo non abbiamo visto però solo maleducazione, ma anche razzismo. I battipagliesi sono stati pronti a schierarsi contro il mendicante di origine nigeriana, non si vede però tanta solerzia né da parte delle forze dell'ordine né da parte dei cittadini nei confronti delle bancarelle abusive che in determinati periodi dell'anno proliferano in città. Gli abitanti di Cinisello Balsamo invece giudicano meritevole dello stupro la donna che si schiera a favore dell'accoglienza, evidentemente convinti del fatto che accogliere i migranti voglia dire accogliere stupratori. 
Gira e rigira il problema rimane lo stesso: il reato dà più fastidio quando a commetterlo è uno straniero. Se io stupro, sono uno stupratore; se un immigrato stupra, l'intera sua etnia andrebbe castrata e rispedita in Africa. Si invoca giustizia, ma è prima di tutto l'atteggiamento della gente ad essere ingiusto. Se un italiano violenta una ragazza, non si invoca una punizione anche per il fratello; se un immigrato fa lo stesso, si invoca la punizione (rimpatrio e altro) per tutta la sua gente. Perché? La legge è uguale per tutti, ma per gli stranieri dev'essere peggiore? Io credo di no. 
La cosa che fa più specie è vedere tanta gente sedicente di sinistra, quindi in teoria vicina alle esigenze ed ai bisogni dei più deboli, accanirsi contro lo straniero; vedere tanti cattolici, che la domenica vanno in chiesa a sentire i sermoni sulla carità, negare la carità a chi ha bisogno. Piace evidentemente la carità virtuale, quella fatta a chiacchiere nei propositi per essere un buon cristiano, ma al momento di agire nessuno sente l'impulso di aiutare il prossimo (specie se è nero!). Poi essere di sinistra fa figo, ma ormai da tempo è palese che molti non hanno la minima idea di cosa significhi. A chiacchiere siamo tutti santi, tutti pronti ad aiutare, poi esultiamo quando arrestano un poveretto che chiedeva l'elemosina senza infastidire nessuno e invochiamo lo stupro per chi parla di accogliere i meno fortunati. Ecco cos'è oggi il nostro paese.

Francesco Abate

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