martedì 29 agosto 2017

FATTI E COMMENTI

Il mondo è un posto magnifico, rovinato purtroppo da una certa percentuale delle persone che lo abitano. Accadono spesso dei fatti disgustosi che ci fanno arrabbiare e ci incattiviscono, ma spesso i commenti che accompagnano questi fatti sono ancor più disgustosi e ci fanno proprio girare le palle. Spesso sia i fatti in questione che i commenti non sono nemmeno una novità, quindi le riflessioni che li accompagnano rischiano di diventare ripetitive, ma certe cose è meglio ripeterle fino alla noia nella speranza che siano assimilate dal maggior numero di persone possibile.
Del fatto dirò poco perché se n'è parlato ampiamente: un branco ha aggredito una coppia di amanti appartati di notte in una spiaggia di Rimini, ha pestato lui e stuprato lei; poche ore dopo si è ripetuto abusando di una peruviana. Vi segnalo che di proposito ho indicato i delinquenti col termine che in genere si usa per le bestie (branco), perché non riuscirò mai a chiamare "uomo" un essere capace di tanta disgustosa violenza. Ho anche scelto di soprassedere sul fatto che il branco fosse probabilmente composto da nordafricani, che la coppia di amanti fosse polacca e che la peruviana fosse transessuale. A differenza dei giornalisti, io penso che descrivendo questa vicenda bisogni solo indicare gli aggressori e le vittime.
Il fatto è terribile, niente di veramente nuovo, ma niente a cui ci si possa o ci si debba abituare. In questi casi però chi commenta riesce a tirare fuori il peggio, facendoci capire quanto sia importante riflettere sempre su queste vicende anche a costo di essere ripetitivi. 
Tale Abid Jee sui social network ha pensato bene di commentare la notizia informandoci che lo stupro non è poi tanto male, è traumatico solo quando "si entra il pisello", poi però la donna si calma e si gode come in un normale rapporto sessuale. Già concludere un pensiero su uno stupro parlando di "normale rapporto sessuale" è agghiacciante perché, se anche fosse vero che la donna si calma, non vedo cosa possa esserci di normale in un rapporto ottenuto con un atto violento di costrizione. Per la vittima non potrà mai esserci niente di normale in quello che non è un rapporto, ma una violenza subita, ed anche per un uomo sano di mente non potrebbe mai esserci niente di normale nel costringere una donna ad essere un oggetto a sua disposizione. Il pensiero è folle, scritto tra l'altro senza provare nemmeno per un istante ad immaginare la situazione della vittima. Rileggendolo infatti si nota come Abid Jee parli da un punto di vista esclusivamente di chi compie l'atto: è peggio quando "si entra il pisello" (l'atto è compiuto, non subito), poi però lei si calma (perché la causa del disagio iniziale è che la donna si agita, se accettasse rassegnata il ruolo assegnatole sarebbe una pacchia) e si gode. Questo folle riduce lo stupro ad un rapporto sessuale tutto sommato normale, compiendo forse a sua insaputa anche un'istigazione a delinquere, visto che rischia di convincere i lettori che non ci sia poi nulla di tanto grave in quello che è invece un crimine gravissimo. Leggendo il commento, dopo aver superato una fase iniziale di sconcerto, dopo essermi chiesto come possa essere tanto sicuro, sono arrivato a chiedermi se Abid Jee abbia mai provato a mettersi nei panni della vittima. Magari, visto che la sua idea è così controcorrente e forte allo stesso tempo, avrebbe potuto informarsi un po' e cercare di capire cosa vive durante e dopo lo stupro la vittima. Oggi però farsi le domande e cercare le risposte è passato di moda, è molto più facile sparare cazzate senza ragionare.
La madre degli scemi è sempre incinta e di certo non poteva essere uno solo a distinguersi nella fiera dei commenti idioti. Saverio Siorini, segretario cittadino di San Giovanni Rotondo, esponente della lista di Salvini al sud, si è chiesto quando alle donne del PD ed alla Boldrini sarebbe toccata una sorte simile a quella della povera ragazza di Rimini. Non è la prima volta che il dibattito politico scade in squallidi messaggi di odio, ma il fatto che un esponente politico (un uomo che rappresenta un comune e parla a grandi gruppi di persone) si senta libero di fare certe uscite ci dimostra di quanto ci stiamo abituando all'odio e alla violenza. Siorini probabilmente ha detto quella frase pensando non ci fosse nulla di male, ma quando qualcuno arriva a pensare che non sia grave auspicare uno o più stupri è segno che c'è un grosso problema. Pensando poi che il pensiero di Siorini è condiviso, perché la frequenza di certi commenti è notevole e arriva da tante persone diverse, mi vengono i brividi. Abbiamo completamente perso il senso della gravità delle cose, non ci rendiamo conto di quanto sia grave un fatto terribile come lo stupro; abbiamo perso la capacità e la voglia di confrontarci in modo costruttivo, perché ormai auguriamo le peggiori cose a chi la pensa diversamente da noi; cadiamo sempre più a fondo nel baratro dell'ignoranza, perché chi non è in grado di giudicare ciò che ha intorno ignora il mondo in cui vive; siamo sempre meno umani, perché chi riesce a sminuire uno stupro o ad augurarlo a qualcuno per cui non prova simpatia, è completamente privo di intelligenza e sentimenti.

Francesco Abate

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