mercoledì 3 gennaio 2018

COMINCIAMO MALE

Siamo sinceri, nessuno si aspetta i miracoli a Capodanno, nonostante si facciano sempre buoni propositi e si auspichino miglioramenti radicali. Il 2018 però ci ha fatto capire che anno sarà in meno di tre giorni.
L'anno è iniziato con aumenti pesanti su energia elettrica, gas e autostrade. Proprio quelli sull'energia dovrebbero risollevare il mai inattuale e sempre troppo trascurato dibattito sulle politiche energetiche nazionali. Qualcuno avrebbe potuto chiedere, visto che siamo in campagna elettorale, che qualche forza politica si impegnasse affinché in futuro il nostro paese possa produrre una maggiore quantità di energia attraverso le fonti rinnovabili, riducendo così la sua dipendenza dalle vecchie fonti e soprattutto da altri paesi. Invece l'attenzione dei consumatori è stata completamente rapita dai 2 centesimi pagati per i sacchetti biodegradabili in cui viene messa la verdura nei negozi. Un aumento non fa piacere a nessuno, è stato però messo in luce quello meno significativo in termini di impatto sulle famiglie, che poi è anche l'unico ad avere una valida ragione d'essere perché finanzia una forma di tutela dell'ambiente. Si è arrivati perfino al punto di inventare bufale sulle motivazioni che hanno portato a questi fantomatici 2 centesimi, tirando ancora in ballo Renzi, dimenticando completamente aumenti ben più pesanti.
Come detto sopra, siamo in campagna elettorale. In Italia non è che questa finisca mai, però quando è ufficialmente iniziata il bombardamento mediatico e la portata delle balle aumentano a dismisura. In pochi giorni mi è già toccato sentire Berlusconi vantarsi della storia di Forza Italia (non so se si riferisse a Dell'Utri in galera, alle leggi ad personam, ai bunga bunga o alle figuracce internazionali) e Nina Moric, immigrata croata, sostenere un partito (Casapound) che vuole gli immigrati a casa. Già il fatto che Berlusconi sia attualmente il favorito nella corsa al governo e che un partito che fa apertamente apologia del fascismo sia ammesso alle elezioni, mi fa capire quanto sarà drammatica questa tornata elettorale.
A rincarare la dose ci si mette il Movimento 5 Stelle, il partito che quasi sicuramente prenderà più voti alle prossime elezioni, che sforna un nuovo regolamento interno assolutamente contro i princìpi della Costituzione e contro ogni forma di democrazia. Il nuovo regolamento pentastellato prevede infatti multe pesanti (fino a 100mila euro) per chi non vota la fiducia all'eventuale governo 5 Stelle e per chi viola il vincolo di mandato. Il partito in pratica multa chi esercita due diritti che gli sono garantiti dalla Costituzione, perché l'articolo 67 recita espressamente che ogni membro del Parlamento "esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Ancora non sono al governo e già stanno gettando la loro maschera, rivelandosi per i fascisti totalitari che sono. Da sempre io sostengo quanto sia pericoloso affidare la guida di un paese ad un partito che non tollera nemmeno la democrazia interna. Se per combattere il dissenso arrivano a tanto adesso, figuriamoci quando avranno degli incarichi di governo da difendere. La cosa più grave del Movimento non è comunque l'atteggiamento oscuro e totalitario di chi lo guida, a spaventare di più è l'assoluto e acritico allineamento dei sostenitori. Per le dinamiche interne e l'atteggiamento di chi lo segue, il Movimento 5 Stelle si avvicina di più alla setta religiosa che al partito.

Se in Italia si piange, nel resto del mondo non si ride. Trump e Kim Jong-un litigano a chi ha il bottone nucleare più grosso. Il destino del mondo è nelle mani di due bulli affetti da sindrome di Peter Pan. Tutto questo mentre l'Iran è in rivolta e si rischia un nuovo scoppio di violenza in Medio Oriente, come se non bastasse quello di qualche settimana fa dovuto alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele. 

Se il buongiorno si vede dal mattino, direi che ci aspetta un anno difficile.

Francesco Abate

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