giovedì 22 febbraio 2018

MATTARELLA E LE LARGHE INTESE

Questo post lo scrivo per i tanti analfabeti funzionali che infestano l'Italia.
Da qualche ora la rete è piena di critiche nei confronti del Presidente della Repubblica, il quale si dice potrebbe tentare di formare un governo di larghe intese al fine di scongiurare il ritorno alle urne, questo ovviamente qualora nessuna coalizione dovesse raggiungere la maggioranza assoluta.
Inizio col dire la cosa più banale, cioè che la Costituzione gli consente di farlo, quindi si limiterebbe a svolgere le sue funzioni. Il capo del Governo lo nomina il Presidente della Repubblica, i cittadini scelgono solo i parlamentari. Ovviamente il capo del Governo deve per prima cosa chiedere la fiducia alle Camere, quindi è scontato che una squadra di governo possa esistere solo con l'appoggio del Parlamento, ergo la nomina presidenziale non può mai essere antidemocratica.
Detta la cosa (che dovrebbe essere) più banale, ora dico quella meno scontata. Nel caso dovesse mancare una maggioranza assoluta (scenario molto probabile), scongiurare l'immediato ritorno alle urne sarebbe giusto e responsabile. Votare ha un costo, fare due elezioni ravvicinate significherebbe raddoppiarlo, e non avrebbe senso sostenerlo due volte per ottenere risultati identici. Perché io dubito che in poche settimane il parere degli elettori possa cambiare in modo tanto radicale da stravolgere i risultati e creare una maggioranza, si otterrebbe solo l'effetto di far aumentare l'astensionismo. Qualcuno potrebbe obiettare che nella seconda tornata, per responsabilità, l'elettore si affiderebbe ad una coalizione che può vincere. Io di questo sono poco convinto, infatti tutti sappiamo già chi può davvero sperare nella vittoria e chi non lo voterà il 4 marzo, difficilmente lo farà l'11 o il 18. Due elezioni ravvicinate porterebbero solo al raddoppio dei costi e ad un lungo periodo senza governo, situazione assolutamente inaccettabile. Per questo motivo i capi dei partiti che dichiarano di essere contro ogni possibilità di coalizione mentono o sono degli idioti, perché in caso di "pareggio" non si potrà fare altrimenti.
La scelta di Mattarella nel caso in cui dovesse mancare una maggioranza, cioè mediare al fine di formare un governo di larghe intese, è scontata e giusta. Quali saranno i partiti di governo dipenderà dai numeri in Parlamento e dalle loro scelte politiche, in un paese democratico non è pensabile che si rinunci a priori alla mediazione. Se smettessimo di vivere la politica come un campionato e iniziassimo a ragionare, forse lo capiremmo tutti. 

Francesco Abate

Nessun commento:

Posta un commento