mercoledì 18 aprile 2018

LA SPELEOLOGA

Il presidente del Senato Casellati ha ricevuto da Mattarella un incarico esplorativo, cioè dovrà parlare con gli esponenti dei vari partiti e stabilire se e come si possa costruire un Governo stabile. 
Molti stanno polemizzando circa il basso spessore morale della Casellati, ricordando che ha scritto le leggi ad personam di Berlusconi e da sempre lo difende anche quando è indifendibile. Le argomentazioni in tal senso sono inattaccabili, ma il problema doveva sorgere quando è stata eletta, adesso Mattarella non poteva agire diversamente. Non procedendo lui, è logico che affidi l'incarico alla carica immediatamente più bassa, quindi al Presidente del Senato.

Più che l'esploratrice, alla povera Casellati toccherà fare la speleologa, dovrà cioè esplorare il mondo sotterraneo in cui ormai è caduta la politica. 
L'esito delle ultime elezioni politiche era scontato fin da molti mesi prima della data delle votazioni, eppure i vari candidati hanno preferito dichiararsi indisponibili a ogni "inciucio" e ignorare l'impossibilità di ottenere una maggioranza assoluta, forse sarebbe stato più costruttivo iniziare già a dialogare e trovare un accordo nel caso scontato in cui nessuno avesse vinto. 
Quelli del nuovo che avanza e quelli della politica seria al servizio dei cittadini sono i soli responsabili di questo patetico stallo, non cerchino di incolpare altri. Nessun gruppo o partito è andato vicino a prendere il 50% dei voti, quindi in una democrazia è normale che nessuno abbia la maggioranza parlamentare. In questa situazione ci sarebbe voluto il famoso "dialogo sui contenuti", quello di cui non c'è stata l'ombra in questi giorni. 
Il M5S è disposto a governare con chiunque, purché in una posizione di maggioranza. Fingono di porre paletti etico-politici dicendo "no" a Berlusconi, poi però accettano la Lega, che è forse l'unico partito più sporco di Forza Italia (i magistrati ne hanno perfino bloccato i conti). Il loro intento è chiaramente quello di governare con la Lega, tenendo però una posizione di maggioranza. Salvini ci era quasi cascato, poi però Berlusconi gli ha ricordato che se ha preso il 14% è grazie al lavaggio del cervello fatto agli italiani in tv, gli ha poi rammentato di essere uno dei più grandi padroni di reti televisive e radiofoniche, quindi lo ha rimesso a posto. Il M5S nel frattempo ha cominciato a corteggiare quelli che fino a ieri erano PDioti, probabilmente solo per dare preoccupazione a Salvini, visto che li corteggiano e contemporaneamente li prendono a calci (propongono di governare con loro, intanto gli hanno negato i questori alle Camere). Di fatto si mettono nella condizione di poter dire "ci abbiamo provato...sono stati loro", ma se non prendono il comando non sono disposti ad allearsi con nessuno.
La Lega Nord è schiacciata. Salvini probabilmente avrebbe già raggiunto l'accordo con Di Maio e si sarebbe vestito da "responsabile", in fondo tra il suo partito e il M5S le affinità sono tante. Il problema è Berlusconi. Nella coalizione Salvini è più forte, ma senza Berlusconi finirebbe per fare la stampella dei 5Stelle. Perdere l'alleanza con Berlusconi potrebbe poi causargli un forte calo di popolarità, questo Silvio gliel'ha ricordato licenziando in un attimo Belpietro, Del Debbio e Giordano. Se la Lega ha preso tanti voti lo deve soprattutto all'informazione pilotata e populista, nei talk show si è parlato per mesi solo di migranti e costi della politica, le morti bianche sono tornate in tv solo dopo il 4 marzo (giorno dal quale sembra essere finita anche la sostituzione etnica, miracoli della tv!) e quando usciva una notizia che avrebbe potuto rassicurare il popolo, come le statistiche che rivelano come omicidi e violenze siano in calo, veniva opportunamente censurata. Berlusconi ha spiegato a Salvini quanto conti ancora il potere mediatico in Italia e il leader del Carroccio ha dovuto capitolare. Il M5S può infatti contare sul web, dove attraverso i blog e le fake news fa il lavaggio del cervello ai militanti (tanto se qualcuno scrive qualcosa di scomodo, è servo del regime), la Lega è più arretrata e fa affidamento ancora su tv e giornali, quindi dipende da Berlusconi.
Il PD viene tirato in ballo un po' da tutti, ma come al solito si è spaccato e non decide. Questa spaccatura probabilmente gli salverà la vita. Per senso di responsabilità avrebbe potuto appoggiare un governo, dicono in molti, ma trovatemi voi una possibile convergenza tra chi propone di cancellare metà delle riforme degli ultimi cinque anni e chi quelle riforme le ha fatte. Se l'accordo deve essere sui programmi, è palese che non possa esserci convergenza tra il programma PD (se esiste) e quelli di centrodestra e M5S, quindi aspettarsi un accordo del genere è da pazzi. C'è poi da dire che i 5Stelle, quelli che più hanno corteggiato il PD, hanno strizzato l'occhio per poi prenderlo a calci, chiudendo loro stessi le porte a qualsiasi accordo. E' un po' come corteggiare una ragazza e, ottenuto un appuntamento, insultarla e prenderla a schiaffi. Il PD ha poi un impedimento ancor più grande della propria dignità (che ha lasciato calpestare da Renzi in più occasioni pur di stare al governo): alleandosi con chi da anni ne insulta non solo gli esponenti, ma anche gli elettori, perderebbe quei quattro gatti che ancora lo votano. 

Le prime ore del mandato da speleologa della Casellati non promettono bene. Di Maio ribadisce che andrà con Salvini solo senza Berlusconi, ora bisogna vedere se l'ha ripetuto perché così pensa Casaleggio o ancora non ha letto l'e-mail con la nuova dichiarazione. Salvini nemmeno è andato al colloquio col Presidente del Senato, mostrando quanto gli prema chiudere la questione, o forse semplicemente perché la Isoardi non gli aveva stirato le camicie. 
In fondo per loro è una pacchia, si è creato lo status politico ideale dei movimenti populisti: una perenne campagna elettorale dove ogni colpa si può scaricare sull'altro. Sarebbe molto più complicato governare e affrontare il peso delle promesse sparate in campagna elettorale.

Francesco Abate

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